Come evolve la Business Intelligence : Intervista a Luca Rodolfi

La Business Intelligence sta vivendo un momento di ricambio generazionale, con soluzioni cloud , nuove tecnologie ( database non relazionali o no-sql ) , l’ovvio impatto dei nuovi device come i tablet, richieste di analisi real-time e il focus sulla business analytics sponsorizzato dai big vendor.

Proviamo a vedere cosa ne pensa di questi argomenti un esperto di Business Intelligence nel suo classico significato : Luca Rodolfi

Chi è Luca Rodolfi ?

Luca Rodolfi

Mi chiamo Luca Rodolfi e dal 1996 mi occupo di Business Intelligence (BI).

Le esperienze lavorative maturate mi hanno consentito di sviluppare numerose e diverse competenze sia in ambiti progettuali e tecnologici. Tra le diverse collaborazioni rilevanti sono quelle con Bicon3 srl (società specializzata a tutto campo nell’ambito della BI) e con il Ce.Ri.S.Ma.S(Centro di Ricerche e Studi in Management Sanitario dell’università Cattolica di Milano) che mi impegnano in attività progettuali sul campo.

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Domande sulla Business Intelligence

– cosa può guadagnare una piccola realtà con l’utilizzo della BI ?

Sicuramente più efficienza e maggiore consapevolezza della propria capacità di stare nel mercato, se per piccola realtà intendiamo “veramente” piccola (1-5 milioni di euro di fatturato) dotarsi di una soluzione (anche semplificata) di BI significa avere la possibilità di indagare i proprio “numeri” con la consapevolezza di poter apportare “aggiustamenti” per tempo, direi una bella differenza che attendere indicazioni dal commercialista o, peggio ancora, dalla banca…

 – BI e PMI : quale soluzione per avere un progetto di BI a costi contenuti

 sicuramente eliminare qualunque volo pindarico e puntare sul concreto: un sistema snello in grado di raccogliere i dati, normalizzarli e adattarli alle proprie analisi e su sistema di reporting user oriented, cercando sul mercato gli skill necessari, in ogni caso dedicando le risorse disponibili alla consulenza “di livello” piuttosto che a sostenere costi di licenze software e hardware, oggi il mercato offre molte possibilità, ma l’esperienza di un professionista BI (o di un team ridottissimo e molto esperto) può fare la differenza sulla qualità del risultato.

 – Excel è più una opportunità o più un problema ? come vedi il fatto che spesso gli strumenti di query e reporting come BO e Cognos vengano usati per estrarre i dati e importarli in Excel ?

Personalmente Excel è una grande opportunità! il problema è l’uso che spesso se ne fa, sia per mancanza di formazione (Excel è considerato a torto uno strumento semplice che chiunque può usare) sia perché contribuisce involontariamente alla generazione di una certa entropia, come specialista BI uno dei punti peggiori quando si ha a che fare con Excel è il disordine degli utenti, la moltitudine di copie degli stessi file, l’incapacità di utilizzare correttamente le formule, tutte cose che relegano ingiustamente Excel ad un sistema di produttività personale e nulla più, anche se per molti utenti è la vera ancora di salvezza quando è necessario produrre reports e analisi.

Diciamo che l’utente si sente a suo agio con Excel, sentendosi sicuro: quando viene implementato un sistema di BI la prima domanda è “ma posso salvare in excel?” a mio avviso bisognerebbe mettere in atto una vera e propria strategia non per sostituire Excel, ma per affiancarlo agli strumenti di BI mostrando (e dimostrando) agli utenti il valore aggiunto che questi strumenti possono dare…

 – è più importante ( come ROI x il cliente ) la BI classica o la business analytics

 Sarò all’antica, ma preferisco la BI classica, molto spesso i requisiti degli utenti sono semplici, anche se rilevanti nei contenuti, secondo me un report o un ambito di analisi ben costruito secondo i desiderata dell’utente vale 1000 analytics…

 – bi domani : cloud, mobile, big data, realtime : cosa sarà più importante e perché

 Bella domanda! io metterei al primo posto Cloud e Mobile a parimerito (se per mobile intendiamo i tablet e non gli smartphone) e solo dopo il resto (come i bigdata) il motivo principale è proprio dovuto al fatto che il mondo sta letteralmente cambiando spinto da queste nuove frontiere, semplicemente alcune cose come le conosciamo oggi non esisteranno più domani sostituite dalle nuove tendenze… forse sono un visionario ma è probabile che lo storage come lo conosciamo oggi semplicemente non sarà più economicamente sensato averlo in casa nel proprio “ced” e allora con l’avanzare di queste nuove prospettive la BI deve adeguarsi in una sorta di metanoia autopoietica… (:D)

 – nuovi database no-sql, datavault etc : è la fine del vecchio caro star-schema ?

 forse più che la fine è un pezzo che si aggiunge, uno strumento in più nella borsa di “dottor BI”: dipendentemente dalle necessità l’esperto sarà in grado di “pescare” l’attrezzo giusto per il progetto che deve affrontare, esisterà sempre un buon motivo per risolvere la progettazione di un modello dimensionale basato sul vecchio star-schema…

 – le soluzioni dei big vendor sono pensate solo per chi ha budget importanti ?

 difficile rispondere di No, dipende però dalla fascia e da cosa è un budget importante, se per me importante equivale (ipotizziamo) a 100.000 euro, per il cliente invece a 25.000 euro e per IBM 500.000 capiamo subito che prima ancora di fare valutazioni è necessario mettere a fattore comune la propria idea di budget importante, dalla mia esperienza quando si muovono i big vendor si muovono anche interessi di rilievo, forse in un mondo ideale i big vendor non dovrebbero “importunare” piccole realtà che fatturano meno di 10 milioni di euro e lasciare lo sviluppo dei sistemi di BI agli esperti sul campo rappresentativi di piccole e specializzate aziende di consulenza, ma la necessità di avere clienti è tale che sul mercato si vede di tutto!

 – BI fatta in casa : ha senso creare il proprio dwh con un team di sviluppo interno ?

 secondo me no (a meno che non ci siano in azienda risorse con esperienze sul campo relative alla BI) il rischio di pensare che un DWH sia una serie di tabelloni su cui fare query è troppo alto e il pericolo di avere una cosa non affidabile sempre incombente, meglio allora predisporre un team interno chiedendo l’aiuto di uno specialista del campo.

 – 3 fattori per il successo di un progetto di BI

 chiarezza dei requisiti dell’utente : cosa vuole dal progetto di BI

rapidità di sviluppo, in modalità incrementale : senza scomodare discipline come Agile BI o simili, innescare un sistema a spirale di continui rilasci in modo che sia sempre possibile per il cliente vedere l’avanzamento

un team focalizzato : a meno che non si stia creando un dwh worldwide di un’azienda Fortune 500 pensare ad un team piccolo e multidisciplinare.

Ringrazio Luca per la disponibilità e spero con questa intervista di aver dato un’altra interessante opinione sulla BI.

Se qualcuno avesse dubbi o vorrebbe avere delle risposte vi invito a porre le domande nei commenti … sarete ascoltati

 

 

 

 

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DWH : I segreti della modellazione dati svelati ( parte 1a )

Visto che negli articoli precedenti ho sempre parlato della modellazione dei dati come della regola base per poter ottenere un Datawarehouse ben fatto e quindi un progetto di Business Intelligence vincente, è doveroso iniziare a svelare questi fantomatici segreti

Segreto N.1:

Come prima cosa il guru della modellazione di un dwh : Ralph Kimball è sicuramente il punto di riferimento storico per quanto riguarda la modellazione , lo star-schema etc etc.

Si lo so quasi tutti coloro che fanno BI lo conoscono ( lui si che può essere detto uno dei massimi esperti di BI ) quindi è il segreto di Pulcinella ma penso che ogni tanto bisognerebbe rispolverare i suoi libri e articoli per rinfrescare i concetti.

Segreto N.2:

Ascoltare l’utente … si lo avevo già detto negli altri articoli quanto questo sia importante, ma ora aggiungo che non solo è importante ascoltare per capire cosa l’utente vuole o necessita ma che ascoltandolo con la giusta attenzione spesso capita che la modellazione se la fa quasi da solo … sceglie lui qual’è la soluzione migliore per le sue analisi ( es: se servono N misure e o se serve 1 misura con  un attributo che la “categorizza” )

Ascoltare è alla base della conversazione, parlare viene dopo …

Segreto N.3:

La semplicità : provate a pensare che l’utente debba usare le Pivot di Excel al posto di uno strumento di query & reporting … il dwh è ancora così semplice da usare ? fate sempre conto che l’utente finale per quanto smanettone non sarà mai in grado di poter costruire una query troppo complessa per tirarsi fuori i suoi dati quindi … Semplicità !

Mi piace usare un concetto per esprimere questa semplicità o quella che deve esistere nell’ETL ( ma questo è un altro capitolo )

“Tutto deve essere come acqua che scorre “

Avete mai visto (in Natura ) l’acqua fare dei percorsi strani ? Stessa cosa nella modellazione

Segreto N.4:

Sulla tabella del fatto è sempre meglio abbondare con colonne flag, contatori e colonne d’aiuto per la costruzione dei metadati … lasciate perdere il discorso che meno colonne esistono nella tabella e più veloce sarà il db a leggerla, perchè tanto poi rischiate di dover fare query più complesse per calcolare le misure derivate … guadagnereste 10 e perdereste 100 … pensate alle analisi che vorranno i clienti quelle dovranno essere veloci non solo la lettura del fatto … ottimizzare il tutto focalizzandosi su alcuni tecnicismi sarebbe come avere una macchina velocissima sul dritto ma che non tiene la strada in curva …

Segreto N.5:

“The middle way is the right way”: in caso di dubbi non scegliete soluzioni estreme

Segreto N.6:

“Il mattino ha l’oro in bocca”,”La notte porta consiglio” : Come ? sono solo detti popolari ? … No! Questa è saggezza popolare … io modello di prima mattina perchè spesso mi sveglio e la soluzione si presenta da sola …

Segreto N.7:

“In caso di dubbi chiedete all’utente” : si ricollega al saper ascoltare il cliente, ma io spesso e volentieri propongo all’utente le varie soluzioni di modellazione e lascio che sia lui a scegliere quella che fa per lui

Beh direi che per oggi basta, questa è solo la 1a parte e più che segreti sono dei consigli (altrimenti che segreti sarebbero ?) … i segreti veri sono altri 🙂 … e non ho ancora parlato di esempi di modellazione e tecniche da applicare … calma per il momento.

Come ? No … tutti questi consigli , segreti etc non sono raccolti in nessun libro purtroppo .. al massimo esistono dei corsi che raccontano il tutto con esempi  reali . Questo è il link Corsi di modellazione DWH

Alla prossima …

BigData, Cloud, Mobile e di altri trend della Business Intelligence

Ormai quando guardo i vari report degli analisti circa ai trend dei prossimi 12 mesi oppure ai messaggi dei vari Big Vendor mi chiedo sempre se stanno parlando a tutti coloro che fanno Business Intelligence o solo ad gruppo ristretto di amici che fanno i progetti dove il budget non è un problema o se dietro a certi messaggi c’e’ dell’altro ( ci tornerò a fine post )

Ormai si parla sempre più di Big Data se non hai almeno qualche terabyte di datawarehouse sembra che ti limiti a fare reporting con Ms Access … ma sinceramente in quante aziende abbiamo visto tabelle con più di qualche 100 di mln di record ?? ok ci saranno pure queste multinazionali, telco etc ma dire che big data è la parola d’ordine è come dire che quando devi comprare un’auto devi considerare solo quelle con almeno 400cv … mi piacerebbe ! … ma guardo alla realtà.

Poi la parola Big Data dovrebbe essere associata a discorsi Hadoop e NoSql  però questa parte viene un pò nascosta anche perchè i big vendor dei database non sono ancora pronti … anzi che dire dei database colonnare come  Sybase IQ praticamente ignorato fino all’altro ieri quando è entrato nella famiglia di SAP

Cloud : altra parola martellante … ogni vendor ha la sua BI su cloud … ma spesso i big player ti fanno vedere dei giocattolini che fanno un po’ di data discovery tendenzialmente caricando un excel ma poi soprattutto mi chiedo … ma chi convince gli IT manager ha mettere il dwh (ovvero tutti i segreti dell’azienda )  fuori dalle mura dell’IT ? e soprattutto non sarà un problema spostare i dati che arrivano dai relazionali ( che a volte possono essere anche dei bei file pesanti ) verso il cloud ? proprio in Italia dove l’infrastruttura della Rete non è quella della Silicon Valley .. il bello che poi ti dicono che il cloud abbasando i costi di licenza e azzerando l’infrastruttura è l’ideale per la PMI … già è difficile a volte fa entrare la BI figuriamoci fa entrare la BI spostando i dati fuori dall’azienda

Mobile : il mobile è diventato un trend hot della BI quando i big vendor si dicevano pronti per il mobile solo perchè la loro soluzione girava su web quindi “visibile” anche da ogni mobile … per fortuna poi ci sono soluzioni specifiche ( RoamBI è quella che più mi aveva impressionato ) veramente mobile … ma poi l’esigenza reale di avere la BI su mobile cosa vuol dire ? BI vera e propria o alla fine dei conti un paio di dashboard e kpi per farsì che qualche CEO o CFO possa essere aggiornato anche in viaggio ?

Self-Service : questa poi mi ha fatto capire come i big vendor usino le parole hot a piacimento … per quanto mi riguarda per piccole realtà o uffici “autonomi” avere un prodotto di BI self-service è una buona alternativa .. me lo installo, uso i miei xls o access o accedo ai db via odbc è non devo “rompere” a nessuno … ok questo si che è self-service … poi ho sentito un big player (quello famoso per i porting al suo ERP ) dire che la sua soluzione di BI (quella che siste da anni e che è il sw di BI per eccellenza ) era self-service .. eh già perchè l’utente potendo utlizzare i metadati degli universi (oops ) era totalmente autonomo nel creare il report quindi era self-service … una gran bella forzatura , facciamo quindi finta che il dwh non esista, l’infrastruttura un server web pure etc … un po’ come dire … prendo un vecchio diesel euro 0 lo coloro di verde e per incanto ho una vera e proprio auto “green” … l’ibrido mi fa un baffo.

DataMining : io lo adoro , per chi sviluppa algoritmi sui db è il max .. quindi un bel giorno partecipo con grande entusiasmo ad un seminario che voleva illustrare come un famoso software di datamining e un famoso software di BI venivano integrati in quando facenti parte della stessa famiglia ( il Big Vendor ) e che il datamining finalmente era a disposizione di tutti.

Allucinante vedere un consulente parlare di costruzione di modelli predittivi etc con modalità e skill di un team di statistici e tranquillamente rispondere all’osservazione “Scusa ma questo non mi sembra che tutto questo sia fattibile dall’utente finale” .. “Come no … con un corso di 10gg l’utente saprà iniziare a fare dei modelli basilari” … ma vaff … Peccato che all’evento successivo un altro suo collega ha iniziato il mini-seminario dedicato al datamining con questa frase “Tra voi c’e’ qualcuno laureato in matematica o simile ? .. per gli altri sarà un argomento un pò pesante” … ma vaff …

Conclusione:

Come avrete capito , non so voi, ma io dei messaggi che si regalano i big vendor mi sono rotto , sinceramente ero già fortemente deluso circa 10 anni fa quando ho visto che le persone del brand per me mitico , quasi una religione,il database per eccellenza , quello di Larry e della sua barca sembravano istruiti ( ho detto sembravano ) a parlare solo della opzione ( a pagamento ) del momento, un anno qualsiasi problema di BI era risolvibile con il partitioning ( anche con motivazioni come “.. e ma cosi’ se partizioni per anno quando devi ricaricarlo puoi fare la truncate della partizione senza fare la delete con where ” … si ma al cliente cosa gliene frega ? facciamo cacciare decine di mila euro così per qualche feature di semplificazione dell’ETL ??)  e l’anno dopo si parlava solo di OLAP

Ogni tanto mi viene veramente la voglia di dire ma vaff… a tutti sti big vendor/player e diciamo ai clienti di farsi la BI su excel

fine dello sfogo … sperando in un futuro migliore … dove le parole tecniche siano sinonimo di miglioramento e di soluzione e non di LICENZA ! licenziamo le licenze !

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