Open source e PMI : domande e risposte

Intervista a Giuseppe Bucciarelli

Giuseppe Bucciarelli

Giuseppe Bucciarelli

Altra intervista ma vi prometto che tornerò anche a scrivere contenuti in prima persona.

Oggi parleremo della tematica open source legata al mondo a me caro della PMI , quali sono i benefici e le   possibilità di implementazione usando soluzioni Open Source ?  L’ho chiesto all’amministratore di una delle aziende specializzate in soluzioni open source presenti nella zona tra Varese e Milano

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Come dare valore all’azienda : intervista a Umberto Sampieri (Masai srl)

Il valore di una azienda

Oggi uscirò un pò dai miei argomenti standard perchè ho la grande opportunità di intervistare una persona che si occupa di incrementare il valore delle aziende non solo recuperando efficienza ma dandone anche una giusta collocazione sul mercato : Umberto Sampieri di Masai Srl

Chi è Umberto Sampieri

Umberto Sampieri (A.D. di Masai srl ) Umberto Sampieri è amministratore delegato di Masai srl società che si occupa di consulenza nell’ambito di   acquisizione, merging, posizionamento strategico delle aziende. Nel suo passato oltre a diverse esperienze di direzione aziendale spiccano una laurea con lode presso l’Università Normale di Pisa e un inizio carriera presso Olivetti

Profilo LinkedIn di Umberto Sampieri

Sito Web di Masai Srl

L’intervista


- l’azienda italiana e l’efficienza … quanto c’e’ da migliorare ?

Il miglioramento dell’efficienza non é un arte ma un mestiere fatto di impegno continuo, di piccoli passi, quindi non appartiene naturalmente alla nostra cultura. Ma oggi più che mai il confronto globale ci impone di farlo proprio. Le do solo un dato che deve far riflettere: oggi le aziende tedesche costruttrici di macchine automatiche e di impianti sono in grado di produrre a costi più bassi dei nostri.

 – negli ideogrammi cinesi la parola Crisi è composta da “problema” e “opportunità” quali sono attualmente i problemi maggiori e quali potrebbero essere le opportunità che questa crisi può dare ?

Preferirei non aggiungere nulla al coro dei problemi. Mi piace invece sottolineare un’opportunità. Questa situazione sta spingendo tutti, individui e aziende, a fare di più con meno, a ricercare l’essenzialità quasi con spirito classico. Sono certo che questa tensione ci offrirà prodotti e servizi migliori e uno stile di vita più appagante.

 – come l’utilizzo dei social media può incrementare il valore delle aziende ?

La mia società ha fatto della creazione di valore per i suoi clienti la propria mission. I social media possono contribuire in maniera significativa allo sviluppo del brand e alla ricerca del posizionamento strategico migliore, due ingredienti fondamentali nella creazione di valore. Ma se non sbaglio ne parleremo assieme in un prossimo workshop organizzato con un nostro partner, giusto ?

Oops .. Umberto vi sta già dando delle anticipazioni che ho nel cassetto … 🙂

 – in Italia bisogna lavorare di più per estendere l’utilizzo di metodologie per migliorare le performance (bsc, bi ) o il mercato è già maturo per fare un passo oltre e pensare a analisi più avanzate (es: analisi predittive )

Credo vi siano ancora amplissimi spazi di miglioramento nelle lettura dei numeri aziendali. Moltissime aziende hanno aree di prodotto/mercato che bruciano valore anziché crearlo. Scoprirle é ovviamente il prerequisito per migliorare la performance. Certo poi bisogna avere il coraggio di essere conseguenti.

– qualche suggerimento per migliorare per performance aziendali a costo zero ( o quasi )

Imparare nel quotidiano, a partire dal vertice dell’azienda, a sottoporre ogni scelta al vaglio del “test del valore” e bocciare tutte quelle iniziative che già nelle premesse bruciano valore. Molte volte le aziende sono attratte dalla crescita dei ricavi per se e non si accorgono che nel perseguirla stanno stressando la struttura finanziaria e di fatto bruciando valore.

– per vincere la crisi o in generale battere il mercato è meglio per un’azienda dedicarsi a posizionarsi in una nicchia di prodotti cercando di essere il top, o meglio essere generalisti e avere un offering ampio ?

Dipende dal settore e dal percorso evolutivo dell’azienda. Tuttavia non voglio sottrarmi del tutto alla domanda e osservo come oggi più che mai  si possa trovare un percorso di eccellenza con una specializzazione sulla catena del valore e non per prodotto/mercato. Intendo dire che vedo sempre più aziende di successo concentrate sull’ideare/progettare/produrre (demandando ad altre la vendita) o sul vendere (comprando prodotti e idee dalle prime). Mi sembra un trend da approfondire.

 – quali sono le parole chiave su cui basare la strategia aziendale per i prossimi anni ?

Creatività, ascolto, squadra

– 3 pregi e 3 difetti dell’azienda italiana media

La caratteristica forse più comune alle aziende italiane è un individualismo esasperato che attraversa tutta la struttura (quindi non é solo un atteggiamento della proprietà); una mentalità che privilegia la furbizia sull’intelligenza; una certa propensione a considerare, come recita l’adagio popolare, che “vale più la pratica della grammatica”. Questo ha prodotto a tratti scatti di genialità, ma difficilmente consente performance di lungo periodo. Credo che la sfida per le nostre aziende sia quella di riuscire a creare comunità eccellenti che ben lungi da tarpare le ali all’individuo gli consentano di esprimere al meglio il suo talento naturale.

– 3 casi di aziende a cui ispirarsi


Si citano spesso le grandi multinazionali come modelli di riferimento da Apple a Ikea, da Nestle a Danaher per citarne alcune che , per motivi diversi, ritengo vere e proprie scuole. Ma credo sia molto più utile per noi italiani e soprattutto per gli imprenditori italiani, studiare le tante Medie Aziende Familiari tedesche con fatturati di svariate centinaia di milioni di Euro, migliaia di dipendenti, EBITDA superiori al 15%, posizioni finanziarie nette positive e gestite dalla seconda o terza generazione: c’é davvero tanto da imparare.

Ringrazio Umberto per l’opportunità, spero che voi abbiate gradito questa chiaccherata leggermente fuori dai miei classici temi di business intelligence e social media ( ma come vedete ho provato a buttare qualche domanda anche sul tema ) e  con Umberto vi diamo appuntamento ad un workshop, che si dovrebbe tenere entro fine dell’anno a Milano, dedicato ai temi trattati nell’intervista

Social media marketing : 5 domande a Carlo Mazzocco

Ogni ho l’onore di intervistare un esperto di social media marketing il cui nome è abbastanza noto nell’ambito dei blog dedicati a questo tema.

Carlo Mazzocco è colui che mi ha insegnato molte cose sul tema e ancora oggi guardo a lui un pò come i navigatori (dei mari ) guardavano alla Stella Polare.

Chi è  Carlo Mazzocco

Carlo Mazzocco

Carlo lavora nel campo del marketing da diversi anni, in passato si è occupato anche di project management, è un vero esperto di social media e di content curation, il suo blog e i suoi post sui vari gruppi sono molto seguiti e viene citato anche nei libri … ovviamente tutte le informazioni più dettagliate le potete trovare sui suoi siti e profili sui social network

Sito / Blog : www.carlomazzocco.com

LinkedIN :  Profilo di Carlo Mazzocco

Twitter : @CarloMazzocco

L’intervista

– chi tra PMI e grandi brand può aver maggiori benefici dal social media marketing ?

Entrambi possono ottenere buoni risultati sia in termini di maggiore visibilità che per maggiori contatti di vendita. Ciò che bisogna tenere a mente è che la strategia differisce in modo sostanziale a seconda del soggetto che la mette in atto: le risorse in termini di tempo e di personale da dedicare sono ovviamente differenti a seconda della dimensione dell’azienda.

Sia le PMI che i grandi brand dovrebbero, secondo me, far riferimento a degli stessi principi di base:

  • Non essere troppo autoreferenziali nei contenuti proposti al pubblico
  • Dimostrare sempre il proprio “lato umano”: i potenziali clienti non vogliono dialogare con delle entità immateriali ma con delle persone in carne ed ossa. Mettete in evidenza il background di chi curerà la pubblicazione dei contenuti. Se si tratterà di più di una persona, evidenziate le iniziali della firma a fine articolo

Partite con dei chiari obiettivi. Stabilire a priori dei KPI che rispecchino le necessità di business dell’azienda è fondamentale per capire se le azioni messe in atto saranno efficaci ed efficienti.

– quale sarà dopo Facebook, Twitter e Linkedin il social media più di interesse per il marketing e perchè ?

Facebook, pur essendo in leggera “crisi” (lo so, sto esagerando J) per il sostanziale fallimento dell’IPO, rimane ad oggi importante per le azioni di web marketing di tutte le aziende operanti in ambito B2C. Twitter è il mio Social preferito e risulta fondamentale per sentire “il polso” della Rete tramite l’utile strumento degli hashtag (#) e potendo seguire gli influencer del proprio settore. Linkedin rimane sostanzialmente sottovalutato, ma consiglio a tutte le PMI di sfruttare al meglio gli strumenti di discussione proposti dai Gruppi e la scheda “Prodotti” all’interno dei Profili Aziendali.

In questo momento, e in crescendo nel futuro, la fruizione del Web avverrà soprattutto in mobilità. Se a ciò aggiungiamo che recenti studi hanno dimostrato l’importanza di pubblicare immagini all’interno dei contenuti proposti sui Social Media per ottenere maggiore engagement dal pubblico, è ovvio che strumenti come Pinterest ed Instagram la faranno da padrone.


– la velocità dei social media impone nuove regole nella gestione delle crisi … cosa proponi ?

Creare delle linee guida per gestire eventuali crisi di immagine è fondamentale soprattutto per i grandi brand, più esposti alla visibilità del grande pubblico. Esempi come quelli di Shell, di Aurora o di Sony Ericsson dovrebbero essere presi come monito: la gestione dei contenuti e del rapporto con il pubblico non va trattata con sufficienza. Evitate di usare il solito stagista per gestire i vostri canali Social ma dedicate allo scopo una persona con esperienza e competenza nel settore.

– mi puoi spiegare perchè la content curation è considerata la strategia più importante di marketing odierna?

La Content Curation sta sicuramente emergendo come uno dei migliori strumenti per fare del buon marketing alla propria azienda. Sostanzialmente, per i 2 seguenti motivi:

  • Ricercare, curare e commentare dei contenuti di alta qualità per una nicchia specifica qualifica l’azienda come potenziale “one stop shop”. Chi è interessato a tale nicchia, ottenendo un beneficio informativo, continuerà a seguire i contenuti proposti dall’azienda e sarà probabilmente anche più propenso ad acquistare da essa in futuro
  •  L’ultimo update negli algoritmi di Google (“Google Panda”) premia le condivisioni “sociali” dei contenuti, cioè i retweet, i Like e gli Share in generale. Se i contenuti curati contengono anche dei commenti e dei link al proprio sito/blog, ciò comporterà un beneficio in termini di visibilità

Alle PMI suggerisco di utilizzare Scoop.it, uno dei migliori strumenti attualmente disponibili per la Content Curation. Consiglio la lettura di un mio recente articolo, il quale spiega cos’è Scoop.it e come può aiutare la tua Brand Reputation.

–  3 tools indispensabili per fare social media marketing

Questa è una domanda difficile. Gli strumenti a disposizione sono così tanti, e gli ambiti da presidiare così disparati, che mi risulta complicato sceglierne solo tre. Se proprio devo ridurre la scelta a 3 strumenti fondamentali, vado con i seguenti:

  • Hootsuite per il monitoraggio delle conversazioni nei vari canali sociali (ancor meglio se in abbinamento a Google Reader per seguire i feed dei blog del proprio settore di attività 🙂 )
  • Ubersuggest per l’analisi delle keyword alle quali associare i contenuti da pubblicare
  • Twitter come Social “principe” per la proliferazione della propria brand voice

Ringrazio Carlo per la sua disponibilità a impreziosire questa sezione di interviste e per i preziosi suggerimenti che ci ha gentilmente offerto

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