Steve Jobs : l’intervista perduta – Recensione

Ho appena finito di vedere il DVD “Steve Jobs L’intervista perduta

Inutile dire che è poesia allo stato puro, non amo l’Apple attuale e chi segue questo blog lo sa, ma questa intervista quando il Web stava nascendo e Apple era una azienda informatica in declino vertiginoso (Jobs ai tempi era alla guida della NeXT ), praticamente in un’era informatica ormai lontana, mette alla luce quello che deve essere il pensiero di chi lavora ad un progetto … ad un sogno … sentire Jobs parlare dei suoi “lavoretti” di elettronica o informatica quando era un ragazzino … la nascita di Apple I e II fa vivere quel qualcosa di magico che esiste nel lavorare per il piacere di quello che si fa.

Importante il pezzo dove esprime il suo pensiero su chi deve condurre un’azienda che produce, ovvero chi conosce quello che viene creato perchè se l’azienda è guidata dal commerciale o dal marketing che non capiscono il lavoro degli artigiani che creano il prodotto allora l’azienda non avrà un futuro florido … c’è bisogno di vedere oltre … capire quello che fai e quello che ti viene richiesto … altrimenti l’unico fine è guardare i numeri sul conto economico che è una visione a breve … potremmo dire che se si cammina guardando solo a dove mettiamo i piedi allora un giorno ci troveremo a camminare in discesa senza accorgercene.

Questa intervista ritrovata secondo me deve essere considerata un pò il testamento di Jobs a tutti coloro che ancora credono che possiamo lavorare per creare qualcosa di bello, fare qualcosa che migliori la vita, e che alla base di questo ci deve essere la passione per quello che facciamo

Purtroppo la realtà dice che troppi John Sculley popolano i piani alti dell’industria informatica attuale, troppi timbratori di cartellino nella fascia bassa … mancanza di idee e di voglia

Steve Jobs mi piace ricordarlo così come uno cresciuto vedendo il movimento hippy , lavorando nella Silicon Valley dei garage, dando vita alla sua visione e ad un sogno per tanti altri

Un DVD/Libro che vale la pensa comprare

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Semplici regole su come scrivere un titolo che porta click

in un mondo di sovra esposizione alle informazioni l’attenzione che le persone pongono ai messaggi è sempre minore, perciò il titolo della notizia che vogliamo proporre spesso diventa la parte più importante dell’articolo, diventa quel bivio che fa scegliere all’utente finale se leggere o meno il ns articolo.

E’ evidente che se stai leggendo questo articolo vuol dire che … il titolo ti è piaciuto e ha fatto il suo lavoro 🙂

Ho deciso perciò di scrivere un breve documento su come scrivere dei titoli che possono avere più possibilità di attrarre i click.

Visto che questo documento è stato pensato per dare una mano ai clienti che seguo nelle loro strategie di social media marketing, condividerò gratuitamente il documento solo con tutti i follower di questo blog, quindi se non sei ancora iscritto devi semplicemente lasciare la tua mail nella form a destra “Rimani Aggiornato”

grazie

Clienti Soddisfatti ? Non Basta !

Penso che il libro “Clienti Soddisfatti ? Non basta!” di Ken Blanchard ( autore di One Minute Manager ) sia una specie di bibbia per la mia concezione di customer satisfaction.

Eccovi brevemente quali sono le cose ho imparato e come cerco di metterle in pratica.

Il cliente che non si lamenta o che dice “tutto ok”

Spesso, il fatto che un cliente non si lamenta, viene erroneamente interpretato come un segnale positivo, ma una mancanza di lamentela non può automaticamente essere tradotta in una presenza di contentezza. Capita anche a noi di non ottenere il servizio che si desiderava ( pensiamo ad un ristorante, albergo o ad un negozio in generale )  ma spesso non ci lamentiamo , rispondiamo con un laconico ” Si tutto ok” ma in realtà pensiamo “Non mi vedrete più ! “.

Quando un cliente è veramente soddisfatto ( nel libro viene identificato come un ammiratore fanatico ) non hai bisogno di chiederglielo glielo si legge negli occhi, questo è quello a cui bisogna mirare … avere degli ammiratori fanatici e sapere che abbiamo fatto tutto il possibile per fare in modo che ogni cliente diventi un ammiratore fanatico

E il cliente che si lamenta ? un cliente che si lamenta a volte può esprimere una richiesta di aiuto , una richiesta di rimettere il rapporto, il servizio, sul giusto binario

Personalmente sono attento a questi segnali e quando non vedo il cliente pieno di entusiasmo mi faccio un esame di coscienza e cerco di capire come potei migliorare quanto gli sto dando

La visione di cosa vogliamo e di cosa vuole il cliente

Se vogliamo dare un servizio che genera ammiratori dobbiamo come prima cosa avere la visione di cosa vogliamo offrire ai ns clienti , disegnare nei dettagli come offrire il meglio , e raggiungere la ns visione. Nello stesso momento non possiamo dimenticare che dobbiamo rispondere alle esigenze dei clienti e quindi avere la visione di cosa potrebbero volere per ottenere un qualcosa di veramente soddisfacente … mettersi nei loro panni !

Quello che faccio io è pensare a cosa devo fare per essere al top non solo tecnicamente sui singoli skill ma anche come completamento degli skill per offrire dei servizi completi, e ovviamente adeguare il tutto a quello che effettivamente può servire al cliente. Nei vari progetti o consulenze che faccio il primo step è sempre cercare di capire il cliente, entrare in sintonia, per poter capire a quel punto qual’e’ la soluzione migliore che posso offrire

Dagli 1 di più

Quello che fa la differenza è offrire, incluso nel servizio, qualcosa oltre a quanto il cliente si aspetta, quasi un regalo o un modo di viziare i ns clienti ad avere un qualcosa in più che permetta di capire come siamo attenti a loro

Il risultato di questa regola nel mio lavoro è quello di puntare sempre a fare in modo che in un progetto le funzionalità consegnate siano sempre qualcosa oltre a quanto richiesto, quanto richiesto dall’utente deve essere solo il minimo indispensabile, non mettere qualcosa di utile in più per me è come dire che ci sono stati problemi e che bisogna accontentarsi della sufficienza.

Anche noi siamo dei clienti , quindi se pensiamo che sia bello essere trattati come dei “principi” ci dobbiamo abituare a trattare anche i ns clienti come dei “principi”

 

 

 

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