Scenari futuri di Business Intelligence

Negli articoli precedenti vi ho raccontato la mia idea dello stato attuale della Business Intelligence in Italia.

Oggi voglio provare a pensare a come potrebbe evolvere nel breve lo scenario del mercato.

Parto da quella sensazione che ho relativamente ai Big Vendor che sembrano molto orientati a spingere molto su tutto ciò che è Big Data e relative tecnologie … sempre più si vedono produttori di software sia di BI che di DB presentare la “soluzione” completa basata su combinazioni sw + hw etc … le cosidette appliance, sicuramente ultrapotente ma Big Vendor + Big Data = Big License

I costi delle licenze dei sw di BI più rinominati spesso diventano un fardello che blocca i progetti nelle realtà della PMI e soprattutto la sensazione è che l’interesse dei Big sia orientato soprattutto alle realtà dove il prezzo è l’ultimo dei problemi ( Multinazionali, Telco, Finance, Banks etc )  … è così è anche nella gestione dei partner …  per molti Big Vendor non importa se il partner ha ottime skill tecnologiche, l’importante è quanto può vendere … sono partnership tecnologiche fatte dagli uffici commerciali … something not compute

Eppure l’economia italiana si basa soprattutto sulla PMI e spesso molto sulla piccola industria, e a queste realtà discorsi di BI o altro volti a rendere più produttiva e competitiva l’azienda serve eccome !

Qualcosa deve cambiare … a volte i progetti per la PMI sembrano solo progetti per la grande azienda fatti in scala, stessi approcci, stessi metodi … ma non penso che questa sia la strada giusta … possiamo forse costruire una palazzina pensando semplicemente che basta prendere il progetto di un grattacielo e rifarlo in scala ?

Qualcosa deve cambiare … se vogliamo che il ns cliente sia al centro del progetto ci vogliono soluzioni pensate partendo dalla realtà del cliente

Vedo perciò una spaccatura tra le grosse realtà e la PMI con player e metodi totalmente differenti, nelle grosse realtà saranno i vendor a guidare e creare le necessità dei clienti, a fare i progetti saranno i soliti nomi che come al solito poi magari dovranno reperire gli skill all’esterno , che dovranno piazzare sul progetto comunque una serie di persone che si trovano in casa e che in un modo o nell’altro devono allocare … come battaglie fatte da eserciti dove i tempi sono lunghi con spostamenti di truppe, logistica etc e con pochi risultati se non l’occupazione del territorio ( gli uffici del cliente )

Sulla PMI invece tutto dovrà essere più veloce e economico, bisognerà pensare al progetto  in termini di efficienza e risultati per il cliente, quasi come se si venisse pagati in base ai benefici derivanti dal progetto, allora ecco che anche Microsoft diventerà un player di BI non tanto con il suo db ma soprattutto con Excel ( con l’aggiunta di PowerPivot o altri tool come Vizubi ) , poco importa quale sarà il tool (con il discorso cloud poi ne stanno nascendo di nuovi e interessanti )  l’importante è il risultato vero. Chi farà questi progetti ?  I budget saranno ridotti ma a volte con esigenze simili a quelle delle altre realtà, è ovvio che qui ci sarà spazio solo a chi sarà in grado di far pagare al cliente solo l’essenza pura del progetto, si passerà dai grandi eserciti al manipolo di uomini super addestrati, diciamo il progetto non sarà una grande battaglia ma una azione da squadra speciale spesso affidata direttamente ai professionisti e non alle aziende, perchè dove a guidare non è il rapporto commerciale ma il rapporto umano saranno le persone e non le ragioni sociali a determinare le cose.

I Big data saranno per i grandi un qualcosa da portarsi in casa, per i piccoli saranno delle opportunità di fornitori dati ( i social media comunque sono dei bigdata )

Il cloud per i grandi potrà essere un metodo di distribuzione delle dashboard un di più alla propria infrastruttura etc, per i piccoli potrà essere visto come una opportunità di avere strumenti senza infrasatruttura sia per l’interfaccia utente ma soprattutto per avere dei potenti motori di calcolo dove far transitare dei dati anonimi e ottenere il risultato di algoritmi di datamining etc

Il mobile : presso i grandi verranno vendute licenze perchè i tablet saranno strumenti aziendali, perchè le dashboard devono poter essere viste dagli smartphone … ma quanto verranno usate nelle loro possibilità ? ci metteremo in treno con il tablet a creare report ? sullo smartphone vorremo realmente un qualcosa di più rispetto a un semplice report con dei kpi ?  Allora forse per la PMI si penserà che alla fine dei conti sul mobile ci arrivi anche con semplici report html o pdf con i dati di sintesi e che ormai il tablet è sempre più un notebook senza tastiera quindi forse, ovviamente se la mia interfaccia è web, il problema non si pone …

Sulle altre tecnologie ci saranno articoli dedicati,

a presto

 

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4 commenti

  1. Andrea Garbagnoli

     /  28 giugno 2012

    Secondo lei, che successo potrebbe avere in Italia un sistema per fare query in linguaggio naturale?

    Rispondi
  2. Buongiorno Andrea, ottima domanda : premesso che bisogna capire quanto un sistema di query basato sul NL sia in grado di interpretare query “complesse” o quanto meno non banali e come sia in grado di dare la miglior visualizzazione del risultato, credo che in Italia come magari in altri paesi potrebbero esserci più problemi visto che le forme “verbali” e in generale i modi di costruzione delle frasi tende a cambiare fra le varie zone (anche Watson di IBM andrebbe in crisi🙂 ) …bisognerebbe comunque valutare ogni soluzione in base a costi e benefici. grazie

    Rispondi
  3. Andrea Garbagnoli

     /  29 giugno 2012

    Chiedevo questo perché IBM ha appena aperto un centro di ricerche a Trento sul linguaggio naturale e speravo che si potesse occupare anche delle query verso database relazionali (fra l’altro è già esistito un loro prodotto chiamato LanguageAccess…)
    http://www-03.ibm.com/press/it/it/pressrelease/37510.wss

    Rispondi
  4. penso che IBM con l’esperienza accumulata con il progetto Watson sia, tra i big vendor, quella messa meglio sul discorso linguaggio naturale.
    Bisognerà poi capire quando questo tipo di sviluppo possa essere disponibili a costi accettabili anche a tutte le aziende, parlando di db relazionali io vengo “accusato” di parlare molto meglio in Sql che in italiano quindi non sento il bisogno di un interprete del linguaggio naturale🙂 … al max per i nuovi db noSql

    Rispondi

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