Progetti di Business Intelligence vincenti : come iniziare

Negli articoli precedenti ho spiegato, a modo mio, cosa è la business intelligence e i problemi che fanno fallire un progetto.

Oggi voglio raccontarvi il mio punto di vista su come affrontare un progetto di BI cercando di farlo diventare un successo.

1. L’ambito di analisi
Come prima cosa bisogna definire quale sarà l’ambito di analisi (vendite , logistica, etc ) da cui iniziare, delimitare l’ambito permetterà anche di poter definire degli obbiettivi da raggiungere in tempi ragionevoli

2. I dati
sembrerà banale ma definito cosa si vuole analizzare bisognerà che i dati esistano e siano estraibili per poterli poi modellare nel ns datawarehouse

3. L’utente “principe”
Deve esistere un utente business che sia il punto di riferimento del progetto, è sempre buona cosa che sia una persona che ami i numeri giusti e che sia disponibile per effettuare le quadrature tra dwh e erp e possa dare una mano nella ricerca delle differenze. Altra cosa importante deve essre una persona con voglia di raggiungere un qualcosa oltre a quello che ha già in mano, non possiamo pensare ad un progetto di dwh come un qualcosa che replichi l’esistente in una forma differente

4. Chi farà il progetto ?
Beh qui penso che le scelte siano abbastanza obbligate se l’IT ha le persone in casa con gli skill adatti (principalmente sviluppo su db) potrebbere essere uno spreco chiamare un fornitore esterno, ma visto che fare BI come ho già scritto non è solo un lavoro di programmazione e scrittura di procedure sql secondo me è buona cosa affidare la parti di analisi, modellazione e magari coordinamento del progetto ad una persona anche esterna con provata esperienza di progetti di BI.
Se vi affidate ad un fornitore esterno, al netto di quanto detto nei primi articoli, penso che la scelta debba ricadere su quanto più simile alla vs realtà, se siete una PMI magari più Piccola che Media, potrebbe aver senso affidare il tutto a 1 o 2 consulente/i libero prof ( 1 lato db , 1 lato reporting ), una classica software house comunque metterebbe in campo le stesse forze con in più dei contorni che comunque dovrete pagare in più ( struttura aziendale, figure junior, project manager etc ).
Se siete una azienda più strutturata allora ha senso essere seguito da una azienda che possa farsi carico del progetto, negli altri articoli trovate come identificare le persone che di BI ne sanno da chi ne parla e basta
5. Scelta del software
Al netto di realtà che hanno database importanti ( verso i miliardi di record ) dove è meglio scegliere qualcosa di specifico per la BI magari anche con una integrazione con l’hardware ( le varie appliance che stanno nascendo ) in tutte le altre realtà lasciate che sia l’IT interno a scegliere il db
Per quanto riguarda il sw di query, analisi e reporting o quello che volete qui innanzitutto bisogna definire cosa vorrete fare con il dwh. Le domande bivio sono :

  • Voglio anche poter stampare in un formato almeno decente ?
  • Voglio che gli utenti possano creare da 0 in maniera molto semplice tutte le loro query che necessitano ? oppure preferisco che sia qualche persona dedicata ( IT o meno ) che vada a costruire quanto necessario ?
  • Quale complessità possono raggiungere le query che voglio creare ?
  • E’ più importante la navigabilità dei dati e la ricerca di ciò che si nasconde nei dati ( Data Discovery ) o la possibilità di fare query per estrarre i dati e/o stamparli ?
  • Voglio qualcosa accedibile via web o mi basta un client/server ? Possibilità di lavoro offline ? 
  • Serve distribuire del reporting a vari utenti magari via mail (schedulando) o mobile ? 
  • Quanto è importante la possibilità di costruire delle dashboard dinamiche per presentare i dati ?

Personalmente penso che ogni tool di BI possa avere dei punti di forza o di debolezza nel rispondere alle domande di cui sopra, non esiste, secondo me, quello che raggiunge il massimo in ognuna delle caratteristiche elencate.
Quindi definite bene cosa deve fare e chiede di poter vedere un qualcosa di mirato per rispondere alle vs richieste, e non solo la solita demo dove comunque sia tutti i tool sono belli e luccicanti

6. Analisi
definito cosa si vuole si può partire con l’analisi che tendenzialmente si va dividere in 2 fasi :
– definizione degli user requirements con intervista degli utenti per capire le necessità di analisi e anche il specificità del business
– disegno di fatti e dimensioni : uno degli output delle interviste è anche un documento dove verranno elencati fatti ( con le principali misure) e dimensioni ( con le principali gerarchie e/o attributi ) che comporranno il o i ns datamart
– mappatura dei datasource, conoscendo cosa vogliono gli utenti si potrà verificare con l’IT se e dove esistono i dati richiesti, siano essi su database, file xls o dati non strutturati ( che tanto vanno di moda) e come andare a reperirli (frequenza e metodo)
– definizione della finestra di refresh : prima di spiacevoli equivoci è sempre importante definire ogni quanto bisogna refreshare i dati, a che ora i dati devono essere pronti “all’uso” e da che ora il dwh può iniziare le sue procedure di caricamento. Questi parametri saranno importanti per poter definire altre cose tipo l’hardware necessario per soddisfare i tempi di caricamento oppure una proposta differente di caricamento ( demandare dei refresh al weekend, caricare solo i delta etc )

7. modellazione dei dati
potremmo vedere la modellazione dei dati come un output dell’analisi ma preferisco separarla anche perchè essendo il momento topico è giusto che abbia il suo spazio🙂
E’ fondamentale che a fine della modellazione ci sia un confronto con gli utenti finali per spiegargli cosa si troveranno e simulare “sulla carta” delle possibili analisi richieste

8. sviluppo della parte database del datawarehouse
al netto dei vari tecnicismi su come sviluppare tutti i flussi di ETL etc penso che sia importante puntualizzare una cosa importante, ovvero il coinvolgimento degli utenti nella verifica di quanto in fase di sviluppo, una cosa che mi piace fare è creare le dimensioni e il fatto con degli script abbastanza hard-coded, che poi utilizzerò come base per le procedure, per poter avere delle tabelle “toccabili” e coinvolgere subito gli utenti per poter vedere tramite il tool di reporting, o fosse anche con una query che mi estra su excel per fare delle pivot, cosa avranno in mano a fine progetto, in quel momento si prova a giocare e creare delle query “a richiesta” degli utenti per vedere se tutta la modellazione sta in piedi

9. metadati
per tutti quei tool di reporting dove è previsto uno strato di metadati, è importante confrontarsi con l’utente per definire i nomi corretti e parlanti di ogni oggetto, non c’e’ nulla di peggio per un utente di vedere oggetti che non gli dicono nulla, è come se tali dati non esistessero

10. sviluppo del reporting
siamo alla prova del 9 con la costruzione di quanto richiesto … potremmo essere tentati di partire con dashboard e report che fanno vedere tutto il valore del dwh ma forse la cosa migliore, più saggia, è partire replicando dei report in essere in modo da poter fare le quadrature e permettere agli utenti di acquistare fiducia nel nuovo strumento … per migliorare c’e’ sempre tempo

11. formazione degli utenti
coinvolgere e formare gli utenti … utenti attivi determinano il successo del progetto con espansione a nuove aree di analisi etc, utenti poco attivi faranno in modo che il progetto perda di valore e importanza.

.. beh sono 11 punti come i giocatori di una squadra di calcio … adesso però non chiedetemi con quale schema metterli in campo !🙂

stay tuned altri articoli stanno per arrivare … e grazie ai tanti che hanno letto i precedenti articoli

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3 commenti

  1. Ben scritto, anche se forse hai sorvolato un pò su quella che nel ciclo di vita integrato di Kimball viene chiamata “technology track”, ma c’è da dire che questa parte assume un’importanza rilevante solo per progetti di grandi dimensioni.
    Andrea

    Rispondi
  2. ciao Andrea, grazie per il commento.
    hai ragione e penso di esprimere solo la mia opinione senza la presunzione di dire la verità migliore o più completa. Sicuramente esiste tanto oltre quello che dico e sicuramente come ci si può accorgere anche dagli altri articoli parlo soprattutto per chi ha necessità di progetti piccoli o medi che attualmente, secondo me, viene un po’ bistrattato dai nomi forti a causa del licensing etc che fanno perdere la fiducia e la voglia di BI. grazie ancora

    Rispondi
  3. Andrea

     /  5 giugno 2012

    Ciao Albarex
    complimenti per l’articolo, molto interessante. Col tuo permesso vorrei pubblicarlo nell’area APPROFONDIMENTI del mio sito, dove colleziono articoli di particolare rilevanza (http://www.panthera.it/approfondimento). Naturalmente con citazione dell’autore e link al blog.
    Ciao ancora e grazie

    Rispondi

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