Business Intelligence e progetti che falliscono

Innanzitutto mi scuso se voglio parlare di un qualcosa di cui per il momento non ho avuto esperienza diretta🙂, ma l’argomento merita qualche parola.

Anche i progetti di BI falliscono minando il campo per chi arriverà dopo … ho visto utenti terrorizzati quando si parla di cubo “eh ? un cubo ?? no !” al che ti chiedi se hai scandito bene e ti dici “sì l’ho detto con la B” … “l’ultima volta che mi hanno parlato di cubo dopo un anno non avevo ancora visto nulla!”, quelli che “Lo strumento X no … troppo lento … non si riesce a far nulla” e poco importa quale sia il nome di X (ho sentito la stessa frase per tutti ) tanto come già spiegato nei precedenti post il problema non è il tool di query & reporting è tipicamente l’essere che (non) ha modellato il dwh.

E così quello che doveva essere il progetto che avrebbe fatto luce suoi dati e il business diventa una stanza buia … soldi buttati e fiducia nel tema della BI che va a farsi benedire.

Ma perché ci sono progetti di BI che falliscono e di chi è la colpa ?

La maggioranza dei progetti fallisce perché non esiste una modellazione dei dati e se esiste non è la modellazione giusta per le analisi che vuol fare l’utente finale, tipicamente il fornitore o chi gestisce il progetto pensa che basta un po’ di sviluppatori di database per fare un DWH e si dimentica assolutamente del lato più consulenziale della BI per capire le esigenze del cliente ( capendole che non vuol dire semplicemente documentandole ) e disegnando il modello dati corretto ( che non è quello che ti permette di riprodurre il report attuale e poi chissenefrega )  … approccio informatico alla BI un gran pasticcio … quelli che se gli parli di schema a stella pensano ad una disposizione dei giocatori sul rettangolo di gioco.

Il fornitore più legato al mondo consulenziale, quello che ha l’approvazione dei grandi capi perché ha un nome importante, tipicamente ti manda la squadra di consulenti, io li chiamo i sig.Smith (quello/i di Matrix) perché lo sappiamo come si vestono e come vanno in giro sempre assieme … sono quelli che producono carta su carta, che occupano un ufficio ( la tipica domanda che poi ti fai è “oggi in quanti sono ?” ) che tipicamente per spostare 10 record da A a B devono disegnare un complicato flusso di ETL con uno strumento dalla licenza costosa ma che poi alla fine il DWH non lo vedi mai o comunque non farà quello che volevi ,ma se avessi letto bene tutta la documentazione te ne saresti accorto, io povero pirla nelle analisi ci metto solo quello che serve quindi non consegnando il nuovo Guerra e Pace va a finire che il cliente se la legge pure e magari mi fa aggiungere qualche analisi in più ( ovviamente compresa nel progetto )

Ricordatevi una cosa … se un fornitore inizia un progetto portando subito una squadra di persone la cosa puzza … è evidente che quelle persone fino al giorno prima si stavano a girare i pollici …

E poi ci sono progetti che falliscono anche per colpa del cliente ( cosa pensate che ne abbia solo per la concorrenza ? :-) ) … tipicamente il cliente più pericoloso è quello che non sa cosa vuole e non sa neanche cos’è la BI e va a finire che all’inizio vuole un DWH e in corso d’opera ti ci fa aggiungere anche un bel sistema di fatturazione così mentre importi il lavorato calcoli anche le fatture … quello che ti piglia per sfinimento e alla fine non ti interessa più se il progetto cambia pelle basta concluderlo

… e poi l’utente che tutti vorrebbero avere, quello che gli va bene tutto che è sempre contento ma che poi è decisamente pericoloso perché non ti farà le quadrature, non ti dirà mai cosa effettivamente serve e quando consegni iniziano i problemi …

Sarò sincero in tema di utenti io amo, adoro , gli utenti rompiballe quelli precisi che vogliono i numeri che spaccano la virgola ma che sono anche quelli che quando c’e’ da fare una quadratura ti supportano e quando fai una domanda pensano prima di rispondere e ti danno informazioni utili

Per oggi basta … ci sono tanti altri argomenti da affrontare ma giorno dopo giorno

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1 Commento

  1. Pensieri liberi su QlikView « Luca Rodolfi business intelligence professional

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